Psicoterapia

Ansia, attacchi di panico, depressione, insonnia, dipendenze e altri problemi della quotidianità.

Altre problematiche della quotidianità: ansia, attacchi di panico, depressione, insonnia, dipendenze.

Lo psicologo lavora essenzialmente a livello della parola, di quella detta, di quella non detta, mancata, sbagliata (lapsus), sognata in un sogno, supposta, e a livello della metacomunicazione corporea (non verbale), perché questo è il suo campo, la sua specialità e la via con cui contribuisce al benessere e alla ricerca di salute delle persone che a lui si rivolgono.

 

 

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio.

Rappresenta l’espressione di un disagio della persona, manifestato attraverso comportamenti e atteggiamenti negativistici e che hanno una notevole influenza sulla quotidianità individuale, della famiglia, o verso le figure educative e gli estranei che – accanto – studiano e lavorano insieme. Il Disturbo Oppositivo provocatorio (DOP) può insorgere nell’infanzia e strutturarsi stabilmente nell’adolescenza come modalità ricorrente di relazione con l’altro, per poi proseguire nella vita adulta, compromettendola e condizionandone le scelte e la qualità – anche nei rapporti affettivi, lavorativi e nelle relazioni con gli altri – in modo sensibile e negativo.

È possibile intervenire e trattare tale problematica, lavorando sia sulla costellazione di pensieri e comportamenti che ne sono all’origine, tanto sulle azioni stesse (oppositive e provocatorie), quanto sulla risposta che queste generano nelle persone, nelle relazioni e negli ambienti familiari, scolastici o altrove.

Generalmente una buona via di intervento passa attraverso il lavoro svolto con la coppia dei genitori, o con uno di questi quando non è praticabile diversamente. In specifiche situazioni è possibile ricevere in un colloquio clinico (psicoterapia) la persona in cui il disturbo è manifesto, quando a volte il fanciullo o più spesso il ragazzo adolescente risulta motivato in prima persona e consapevole della sofferenza e del disagio proprio e degli altri, nonché delle opportunità che una diversa situazione potrebbe rappresentare per sé, in una dimensione di desiderio – pressione soggettiva – al cambiamento e di prevenzione atta a preservare e raggiungere gli obiettivi della vita futura.

 

Disturbo della Condotta

Costituisce un modo di comportarsi ripetitivo e persistente, di trasgressione di norme e regole sociali appropriate per l’età adulta, di violazione dei diritti fondamentali delle altre persone, delle cose o dell’ambiente.

Le condotte e gli atteggiamenti posti in essere causano deterioramenti significativi dell’adattamento sociale, scolastico, o lavorativo, attraverso comportamenti prepotenti, intimidatori e minacciosi, modi di agire e reazioni aggressive anche contro le persone, cercando lo scontro fisico.

 

Disturbo da comportamento dirompente non altrimenti specificato

Disturbi caratterizzati da condotte o comportamenti oppositivi provocatori che non sono specificatamente Disturbo della Condotta o Disturbo Oppositivo Provocatorio. Include quelle realtà cliniche di vissuti e comportamenti affini a tali stati in cui vi è menomazione significativa della persona, della sua qualità di vita e di quella del suo ecosistema di relazioni.

 

Nota preliminare sulle psicoterapie.

Come per le altre attività psicologiche, lo strumento principale di intervento in psicoterapia è il “colloquio clinico”, attraverso il quale e all’interno di una relazione terapeutica si interviene in rapporto alle istanze della persona – il paziente – a livello della sua personalità, del suo carattere e delle dinamiche consce e inconsce che riguardano la sua singolarità, le sue relazioni e mete.