Il professionista psicologo e il Parent Coaching

La competenza psicologica e le tecniche di coaching.

Lo psicologo è una persona che dedica molti anni della propria vita – e di quasi ogni singola sua giornata, da anni – allo studio approfondito e alla conoscenza sistematica della mente umana e delle sue dinamiche.

 

Due mani sostengono un "batuffolo" di casa.
Sostegno alla famiglia.

Queste – le dinamiche psichiche – sono sempre presenti e potentemente attive su vari piani che si muovono tutti in parallelo: conscio e inconscio, individuale e collettivo, diacronico e sincronico, e possono essere dinamiche positive – che portano la persona al suo sviluppo e realizzazione, in seno ad una gioia sentita come sufficiente, in termini di felicità e benessere – ovvero, possono altresì avvitarsi come dinamiche negative, quali scontentezza e chiusura in sé e a se stessi – alla propria felicità – e agli altri, quando nella persona albergano tristezza, angoscia, problemi, sofferenza, malinconia.

 

Non è oggettivamene possibile proporre un percorso di crescita personale che non vada a incidere profondamente sulle dinamiche di cui sopra. Dunque – in un percorso di crescita personale o di soluzione anche solo di un singolo, concreto problema – per quanto breve possa essere il percorso, dire di non incidere sulle dinamiche anche profonde, o di non effettuare una diagnosi, oltre ad essere una mancanza molto pericolosa e che mette a rischio la sicurezza del “cliente”, è come offrire la possibilità di fare una doccia senza bagnarsi, non è una cosa seria, oltre ad essere impossibile, se si fa effettivamente una doccia.

 

Anche per un intervento breve, limitato nel tempo e nei suoi obiettivi – ossia ad esempio quando si vuole superare la paura o il non riuscire a parlare chiaro con chi si vorrebbe, o a dire di no quando invece si dice troppo spesso di sì – problematiche che si possono affrontare in un numero discreto di sedute e in un arco di tempo breve, si necessita comunque di dover muovere tutta una serie di elementi, che possono rimanere trasparenti al “cliente” – che non voglia vengano esplicitati – ma che comunque si muovono, anzi, vanno almeno tenuti ben presenti (da parte dello psicologo) per cambiare e in meglio, veramente: per fare un chilometro con un’automobile, è meglio che questa sia operativa – con tutti i suoi dispositivi e meccanismi attivi e passivi – e a “posto”, come se di chilometri se ne dovessero fare 100, tanto per chi su essa viaggia, quanto per le persone e le realtà che attraversa.

 

Uno psicologo esperto in tecniche di coaching applica queste ultime all’interno di un ecosistema di competenze e di esperienze molteplici e di alto livello, acquisite e sedimentate, che operano in sottofondo ogni volta che si rivela utile e necessario – senza timori e perplessità: in “scienza e coscienza” – attraverso una capacità allenata e forgiata in molta pratica e teoria, di lavorare – unicamente – parlando con le persone e ancor più ascoltandole, attraverso quello strumento che è la parola.

 

Una tale capacità, che rende peculiare lo psicologo rispetto ad altre professionalità delle scienze mediche, sociali e umanistiche, si è formata e si certifica mediante un percorso più che decennale, con referenze deontologiche e giuridiche date.

 

Un percorso di crescita personale, di sviluppo emotivo e relazionale orientato alla salute e al benessere, non può che – proprio per la sua natura di cambiamento, sovente dichiarata anche in ciò che il professionista offre – incidere sulle molteplici dinamiche del carattere, della persona e della personalità. Ciò avviene tanto ad un livello psichico interno: gioia e felicità, o all’opposto nervosismo e insoddisfazione, quanto a livello della salute “somatica”, ed esterna: sociale – tipo la soddisfazione nel proprio lavoro o nel “posto” in una comunità che si occupa – e relazionale, i propri affetti verso di sé, verso quello che si fa e come lo si fa, verso la propria famiglia e gli altri, amici, passioni, pari, cari, conoscenti, colleghi e via dicendo.

 

È bene intraprendere un percorso di questo tipo con una “guida che possa e sappia seguire” e che sia ben avvertita del funzionamento universale della mente umana, nel suo lato conscio e inconscio, e delle potenti dinamiche relazionali, personali e collettive che possono tanto costruire un mondo, quanto disgregarlo.

 

Lo psicologo non sa praticamente nulla del particolare della persona che egli incontra in seduta o tramite Internet, dei suoi desideri, bisogni, valori, almeno non ne sa nulla finché questa non si appella a lui con la parola – dire a proposito di – parlandogli. Sa però qualcosa di come questi desideri, bisogni, valori e affetti, si possono muovere a livello universale e di come questi movimenti incidono sulla persona vera, viva – di carne ed ossa – e che voglia parlargli.

 

Una capacità a monte e allenata di fare “diagnosi” psicologica, a livello delle dinamiche individuali, sociali, relazionali, comportamentali e – quando necessario – cliniche o sanitarie (nel caso vi siano controindicazioni), permette di navigare meglio e di conoscere quanto necessario, tanto da rendere il professionista psicologo avvertito della delicatezza del modo di funzionare della mente umana.

 

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