Perché il Parent Coaching

Perché funziona e quando avvalersene.

Oggi, al tempo della “società dell’incertezza”, quando gli affetti sono etichettati a livello anche sociologico come “amore liquido”, in una “vita liquida”, nonché vivendo delle “vite di scarto” – tutte queste virgolette sono altrettanti titoli di famosi saggi pubblicati, manifesto della “modernità liquida” postmoderna e postumana – la famiglia ancora c’è. Essa, che ancora esiste – e semmai se ne assistesse alla “scomparsa”, sarebbe sicuramente un momento fondamentale della storia, magari previo alla scomparsa del genere umano – è sicuramente sotto assedio.

Un sasso dipinto con la scritta: small steps turn into miles
Piccoli passi.

 

La società sotto assedio, è il titolo di un ulteriore saggio afferente al tempo di cui sopra. La famiglia è fondamento della società e – nel suo piccolo – accerchiata anch’essa, un piccolo prezioso mondo all’interno del mondo grande tutto intero e specchio di esso. Le famiglie sono in difficoltà per almeno:

  • aspetti educativi;
  • disgregazione;
  • difficoltà economiche;
  • crisi non solo finanziaria ma anche dei punti di riferimento;
  • rapporti con la scuola.

 

Tutto ciò comporta maggiori difficoltà ad essere genitori:

  • maggiore bisogno di supporto e sostegno;
  • famiglie mononucleari e pressanti obblighi lavorativi;
  • maggiore necessità di delega educativa e accuditiva a causa della mancanza di tempo, con conseguente perdita di competenze;
  • maggiore complessità nelle relazioni dei genitori con figure e agenzie altre – scuola, nonni… – che ordinariamente aiutano ma, in assenza di tempo da parte dei genitori, possono generare conflitto e disarmonie educative e di indirizzo nella vita familiare e nelle decisioni relative all’educazione e alla crescita dei figli.

 

Di fronte alle necessità d’indirizzo da dare alla vita familiare, nonché alla propria vita come genitore e come persona, ci si trova spesso – e apparentemente senza via di uscita – in situazioni più ricorrenti e pressanti di:

  • sfiducia;
  • smarrimento;
  • tensione.

 

In queste situazioni, un’ulteriore delega esterna, cioè senza prendersi progressivamente ma in prima persona, da parte di una madre o di un padre, l’ulteriore onere della ricerca di una soluzione, ma affidandosi ad esperti pedagogisti, medici o anche psicologi, con l’indicazione di, semplicemente: aggiustare la situazione, può in campo educativo e nello sviluppo generare un posticiparsi del problema medesimo, che sovente si ripropone dopo, in una fase o un tempo (età) successiva e in modo forse maggiore o con minori margini di intervento e soluzione.

 

Le persone coinvolte si trovano a questo punto oltre ogni modo stressate, sensibilizzate nonché ripiegate sotto il peso dell’abitudine e del ripetersi, anche di fatti, sensazioni, momenti e stati d’animo percepiti chiaramente come negativi.

 

Il Parent Coaching permette di sostenere la presa in carico della situazione senza realizzare, da parte della famiglia, una delega esterna tout-court. Uno psicologo, attraverso il coaching può accogliere la necessità e il bisogno di una persona – padre, madre, figlio, figlia – di chiedere aiuto e di essere affiancata in modo serio e professionale, offrendo la possibilità di risolvere “io” in prima persona il problema, io genitore, io figlio, con un modo e un percorso chiaro, in un tempo ragionevole.

 

È in questo scenario che la figura dello psicologo, anche attraverso l’attività di Parent Coaching, può diventare una risorsa nodale per una famiglia, fornendo supporto nello sviluppo di nuovi punti di vista, che siano proprio di quella specifica famiglia e non pret-a-porter (preconfezionati), nell’esplorazione di diverse opzioni e nella generazione di nuove possibilità.

 

Attraverso l’accompagnamento del coaching si cerca di potenziare la capacità e le attitudini dei genitori che – assistiti dal coach psicologo – riflettono e individuano un obiettivo da raggiungere, che sia:

  • realistico;
  • progressivo;
  • preciso;
  • significativo;
  • misurabile.

 

Intorno a questo obiettivo si mettono in atto le strategie e le risorse che la famiglia ha già a disposizione per raggiungerlo, o che si possono ragionevolmente e competentemente acquisire in un arco di tempo dato:

  • la situazione migliora perché si lavora per obiettivi progressivi;
  • ciò permette ai genitori o ai membri della famiglia di monitorare la direzione e il passo con cui stanno andando;
  • permette inoltre di osservare e valutare se stessi e le cose che concernono il problema;
  • ciò costituisce un meccanismo di autoregolazione personale ma sostenuto nei momenti di difficoltà ed impasse dallo psicologo.

 

Nella società complicata descritta sopra, le richieste dei figli mettono sempre alla prova i genitori. Questi ultimi vivono spesso ritmi forsennati, già fanno sforzi e si impegnano in direzione dei figli e della famiglia ma ciò sembra non bastare (mai), di fronte alle difficoltà quotidiane. L’educazione dei figli, la pressione delle preoccupazioni personali e o di lavoro, la stanchezza nella capacità di essere comprensivi e pazienti, generano incomprensione. Anche se si agisce in buona fede – stante lo stato d’assedio o di semplice, quotidiana difficoltà – si possono elevare muri, fra genitori e figli o anche all’interno della coppia dei genitori.

 

Il Parent Coaching è un modesto, grande viaggio che, imboccato dai genitori – ricevuti anche da soli e non per forza in coppia – può migliorare e possibilmente anche contribuire a risolvere diversi ordini di difficoltà di relazione o pratiche, fra le quali a titolo di esempio:

  • problemi nel governo di figli piccoli;
  • conflitti fra fratelli;
  • gelosie;
  • conflitti con i genitori
  • conflitti con i nonni;
  • difficoltà di conciliazione fra lavoro e famiglia;
  • conflitti fra genitori ed altre figure familiari e educative;
  • difficoltà scolastiche;
  • incomprensioni con i propri figli adolescenti;
  • litigi, capricci, crisi;
  • difficoltà o impossibilità di trasmettere le regole (orari, attività da fare…);
  • difficoltà nel farsi ascoltare;
  • problemi con lo studio e con la scuola;
  • difficoltà adolescenziali extrafamiliari;
  • paure dei propri figli, piccole fobie;
  • difficoltà ad affrontare un problema;
  • problemi relativi a situazioni di disabilità del figlio o figlia, di uno o entrambi i genitori, o dei fratelli;

 

La seduta è un momento di accoglienza, supporto e comprensione della famiglia. Questa si riappropria delle risorse che spesso già possiede, della sua competenza e capacità peculiare e personale. Si trovano soluzioni concrete a situazioni distinte, quali risposte a quei momenti che – se lasciati a se stanti – sembrano imbrigliare le situazioni e la loro possibilità di risoluzione positiva. Al contrario, si può dare spazio ai bisogni, ai desideri e alle aspettative ma in modo nuovo: benefico.

 

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