Orientamento scolastico e scelta della scuola superiore

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca)

Giunti a metà dell’ultimo anno della scuola media si presenta – in primis per lo studente, e poi per la famiglia che vede il proprio figlio o figlia crescere – la necessità di scegliere e decidere in merito alla nuova scuola alla quale iscriversi.

Si tratta sia di definire concretamente quanto concernente alle questioni pratiche:

Una chiave inglese sta per afferrare un chiodo mentre si martella un dado.
Avere gli strumenti e usarli bene.
  • lontananza o vicinanza dell’istituto scolastico,
  • orari,
  • trasporti,
  • organizzazione quotidiana e settimanale per i prossimi mesi, stagioni ed anni;

sia di optare se seguire o meno alcuni dei propri amici e compagni di classe delle scuole medie ma, soprattutto, di discernere cosa si ha voglia di fare e cosa piace, versus, cosa si deve fare e cosa può essere meglio intraprendere e studiare, per una formazione personale che ponga le basi per la vita adulta.

Molte sono le valutazioni sottintese alla scelta della scuola: una soddisfazione nel conoscere cose nuove e nel divenire un certo tipo di persona, erudirsi più in determinate cose e conseguentemente meno in altre, per pensare poi a quello che sarà – dopo anni – l’avviamento al lavoro e le difficoltà della sua ricerca subito dopo la scuola superiore o, per chi continuerà negli studi ancora oltre, pensare a come le scuole superiori possono preparare alla scelta, a un percorso e a una “carriera” – in senso lato – universitaria, e poi comunque lavorativa.

Questa ulteriore valanga di pensieri: studiare, ma cosa, dove, quanto e quando, per formarsi come persona, per ampliare le possibilità di lavoro e di una vita futura più gratificante, di mantenersi e formarsi una famiglia un giorno, non aiutano a chiarirsi le idee, in una scelta che dipende dalle mete e dai valori che si hanno, e che è difficile e impegnativa, proprio perché molto importante per la formazione del proprio carattere e della propria personalità, che si nutre degli ambienti fisici e umani circostanti.

Le mete, i valori e il carattere, dipendono anche dai modelli e dagli esempi, nonché dalle possibilità di pensiero che la scuola offre, attraverso insegnanti, compagni, attività e programmi curriculari vari.

Spesso a posteriori nella vita di una persona risultano poi assai importanti e determinanti quelle attività e possibilità scolastiche definite extracurriculari e che la scuola spesso propone; il ragazzo o la ragazza attacca più facilmente la spina – dà credito e si impegna anima e corpo – alle proprie passioni che a quanto il Ministero e la formazione “canonica” prescrivono. Dunque spesso le persone – “da grandi” – fanno come lavoro o attività importante, o hanno poi continuato all’Università, qualcosa che è nato proprio durante il secondo ciclo delle scuole medie: al liceo, negli istituti tecnici o nella formazione professionale, dentro ma spesso anche accanto alle aule vere e proprie.

Le attività extracurriculari veicolano valori, visioni del mondo e stimolano i desideri spesso di più dei comunque fondamentali insegnamenti base di un indirizzo di studi.

Nella scelta della scuola grande peso e presenza assume la famiglia – i genitori, nonché l’eventuale presenza di fratelli o sorelle maggiori, che già hanno aperto la via, ingaggiando spesso il primo confronto e scontro familiare di un certo livello con mamma e papà, ma i ragazzi si trovano a dover scegliere anche secondo la loro ragione non più come bambini ma come ragazzi e ragazze secondo desiderio, volontà e responsabilità.

I genitori si trovano di fronte ad una scelta importante che riguarda i loro ragazzi e alla quale possono – sarebbe meglio devono – dare un buon contributo ma rispetto alla quale non possono e forse non devono dire l’ultima parola, ma creare le condizioni – grazie alle quali – possa essere il figlio a dirla: la vita dei propri figli è la vita di persone a cui si può volere un bene dell’anima ma che non sono propria proprietà, mantenerli – se fosse mai possibile – sotto una campana di vetro, più che proteggerli, a lungo andare li danneggerebbe, e un padre o una madre non possono non fare i conti con questa consapevolezza, più o meno cosciente, che può generare angoscia e ansia personali, discussioni e conflitti familiari, nella coppia genitoriale ma soprattutto con i propri figli.

 

Consulenza per la scelta della scuola superiore

 

Colloqui di orientamento scolastico

 

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