Il lutto non riconosciuto

Mancanza di sostegno per chi affronta un vero e proprio lutto.

Sovente una persona si trova a vivere in un vero e proprio stato di lutto,  con tutti i processi psicologici e somatici – “fasi” dell’elaborazione della perdita, sintomi – ma in una situazione ove chi sta intorno non riconosce o non ritiene lecito che, per un qualche fatto, sia legittimo parlare di lutto.

Elaborazione del lutto non riconosciuto, immagine di un ramo di abete.
Elaborazione del lutto non riconosciuto.

Questa situazione, quando si verifica, genera nell’individuo almeno tre ordini di questioni problematiche:

  • Un mancato sostegno, che chi patisce la perdita sperimenta a sé
  • Una difficoltà della persona stessa che affronta la perdita a riconoscere se stessa in un simile stato di lutto
  • Una conseguente difficoltà di nominare il problema, passo iniziale per farvi fronte

 

Il riuscire ad etichettare – nominare il lutto – da una parte appiattisce la soggettività individuale sotto una categoria generale e che non dice la specificità – unica e irripetibile – di ogni vita, ma almeno all’inizio fornisce alla persona quel riconoscimento nel simile e quel sostegno che, per curare la sofferenza, è necessario: non è possibile affrontare un qualche vulnus che concerne la persona e le sue faccende se prima non viene percepito un minimo contesto di sostegno e riconoscimento.

Come per gli altri motivi e cause di lutto, esistono alcune configurazioni tipiche che generalmente investono l’individuo, anche quando il lutto non è riconosciuto o socialmente acclarato:

  • Ricerca della realtà, della persona, della situazione persa
  • Irritabilità
  • Umore depresso
  • Rabbia
  • Disperazione – assenza di speranza
  • Sintomi fisici – algie, piccole stereotipie
  • Colpa
  • Ansia
  • Pianto

 

La situazione di disenfranchised grief – traducibile come “lutto non riconoscituo” – è tipica di quelle volte in cui le persone che effettivamente stanno patendo un lutto sentono che, per vari motivi, non è concesso e legittimato loro dagli altri il vivere la perdita.

Questo può accadere quando:

  • Il legame non è riconosciuto valido a livello sociale
  • L’importanza della relazione è sottovalutata
  • Il tipo di morte ha un impatto critico verso il comune sentire
  • Chi è in lutto non reagisce come gli altri ritengono dovrebbe fare

 

L’intervento psicologico in questi casi può prendere in considerazione alcuni elementi chiave, per innescare un’elaborazione adeguata orientata ad un primo recupero di benessere, della salute e di una visione progettuale, nel rispetto del vissuto della persona in lutto:

  • Realizzando uno spazio di parola, ma anche di pianto e di silenzi in cui dare valore alla relazione vissuta
  • Attivando forme di ricordo positive per una riorganizzazione dei fatti,
  • Accogliendo e riconoscendo il dolore necessario
  • Sostenendo e accompagnando in quelle abilità adatte per affrontare i sintomi e il lutto

 

Il sostegno al lutto segue la persona per metterla in condizione di reinvestire nella propria quotidianità e progettualità futura, pur mantenendo la connessione con la realtà persa, ma sviluppando un rapporto con questa che sia meno invalidante e meno doloroso.

 

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