Elaborazione del lutto nei bambini

Stare accanto al bambino: ai suoi occhi l’adulto è forte quando esperisce, dà un nome e non nasconde troppo la sofferenza di entrambi.

Un adulto, un padre, una madre, uno zio, un vero amico di famiglia quando gli stessi suoi genitori sono sopraffatti dallo struggimento del lutto per la perdita subita, può indicare e mostrare al bambino come far fonte, nominare, comportarsi e in ultima analisi “vivere” il dolore per la scomparsa di una persona che prima era viva e adesso non c’è più.

Elaborazione del lutto dei bambini, fiore di lisianthus
Elaborazione del lutto nei bambini.

Per il bambino la morte del genitore, del nonno, del fratello, sono situazioni oscure e che si trova ad affrontare senza gli strumenti – personali e sociali, come può essere ad esempio il funerale – che invece la persona quando è adulta ha normalmente a disposizione.

Anche la scomparsa di persone che non sono membri diretti della famiglia del bambino, possono essere per lui enigmi significativi di realtà che lo possono toccare nel profondo, perché trattasi della perdita del papà o della mamma di un compagno di scuola, o della morte di un coetaneo, fatti funesti che aprono al bambino le questioni concernenti il tema della morte, come interrogativo e fatto che potrebbe investire anche se stesso e la propria famiglia: di fronte a ciò un bambino sovente si trova ancor più nell’angoscia che un adulto.

I bambini di fronte alla morte di qualcuno possono avere reazioni di:

  • Choc alla notizia
  • Negazione
  • Senso di colpa
  • Ricerca della persona scomparsa
  • Paura

 

I bambini non mostrano tutti una uguale reazione di fronte alla morte di una persona, come se seguissero uno schema più o meno preciso, come se fossero adulti. Infatti le loro reazioni possono dipendere da molteplici fattori:

  • Età del bambino
  • Qualità e rapporto di legame con la persona scomparsa
  • Possibilità o meno di partecipare alla cura e al saluto della persona quando ancora ammalata
  • Volontà del bambino e possibilità offertagli di partecipare al funerale (senza obbligarlo ove possibile)
  • Risorse ambientali, quali quelle della famiglia e della rete sociale
  • Possibilità o meno di esprimere o condividere i propri sentimenti, angosce e timori
  • Possibilità e impatto della perdita sul poter proseguire la propria vita quotidiana

 

Come le persone adulte anche i bambini, quando non parlano o non riescono a comunicare per via formale e diretta, si esprimono abbastanza chiaramente e appellano l’altro – i genitori in primis, poi gli insegnanti… – mostrando segnali di difficoltà e disagio che, nell’elaborazione del lutto possono investire fra gli altri i seguenti comportamenti e attività:

  • Difficoltà nel dormire
  • Perdita dell’appetito
  • Rifiuto di andare a scuola
  • Paure immotivate o reminiscenza di precedenti timori
  • Distacco o allontanamento dagli amici
  • Atteggiamenti involutivi
  • Continuo ricordo della persona morta
  • Imitazione dei comportamenti del defunto
  • Espressione del desiderio di voler raggiungere la persona scomparsa

 

Di fronte a ciò gli adulti di riferimento e uno in particolare fra questi, quello che – probabilmente – il bambino sembrerà prediligere, potranno:

  • Parlare al bambino con calma dell’irreversibilità dell’accaduto
  • Trovare tempi, modi e riti per continuare un contatto con il defunto
  • Perpetuarne il ricordo attraverso le ricorrenze
  • Evidenziare l’importanza che la vita della persona ora scomparsa ha avuto e ha tutt’ora per la famiglia e per il bambino
  • Evidenziare nel ricordo più le cose positive che quelle negative
  • Non nascondere nel ricordo qualche “difetto” del defunto ma enfatizzarne di più i “pregi”, soprattutto quando ciò tocca il bambino
  • Importanza del ricorrere al simbolo, alle metafore e ai rituale (gesti, parole, atteggiamenti e comportamenti nei confronti del defunto, della sua morte e della vita)
  • Essere sinceri e onesti, anche su temi spinosi e difficili
  • Parlare in modo semplice, schietto, con esempi e storie
  • Ascoltare le metafore, gli esempi e le conclusioni spontanee del bambino

 

È da non sottovalutare come le persone che sono importanti per il bambino – genitori, fratelli maggiori, nonni… – possono essere anch’esse fortemente investite e straziate da una perdita che può riguardare l’intera famiglia.

Quando si verifica ciò, si potrebbe – cercando di trovarne la forza e la lucidità – affidare il bambino ad una persona di suo gradimento, che sia un po’ più “distante” dal lutto, e che voglia assumersi il ruolo di stare vicino al bambino – anche fisicamente, ad esempio durante il funerale – per accompagnarlo nella perdita e per far sì che se ne avvii una elaborazione adeguata: il lavoro del lutto, anche nei bambini.

Lo psicologo nel suo lavoro a servizio dell’elaborazione del lutto nei bambini, raramente li incontra direttamente in seduta. Ciò non vuol dire che non possa intervenire, ma che il lavoro principale è a supporto del lutto dei genitori e in generale degli adulti.

Il lavoro dello psicologo che incontra il bambino che affronta il lutto consiste sovente nel definire e rinforzare quei punti di repere – simbolici – del bambino, che poi quest’ultimo svilupperà in proprio insieme ai suoi riferimenti adulti.

Nel caso di elaborazione del lutto nei bambini, dunque, lo psicologo lavora incontrando in seduta gli adulti, in una o più sessioni, e meno volte o anche mai incontra il bambino, pur se quest’ultimo è comunque al centro dell’intervento psicologico, quale individuo verso il quale si intende esercitare la massima prevenzione possibile e una cura adeguata al trattamento dei sintomi e della sofferenza, pensando al suo futuro e al suo benessere.

 

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